Cyber Threat Management: contesto, esempi, fasi e sfide

Le minacce informatiche non si presentano più come eventi isolati e facilmente riconoscibili. Sempre più spesso si sviluppano in modo distribuito e silenzioso, sfruttando vulnerabilità note, errori di configurazione, credenziali compromesse, software obsoleti, errori umani o complesse catene di fornitura. È qui che entra in gioco il Cyber Threat Management. Si tratta di un approccio strutturato per identificare, valutare, prevedere e gestire le minacce informatiche prima, durante e dopo il loro manifestarsi. È proprio questo l'argomento che approfondiremo in questo articolo.

Cyber Threat Management: contesto, esempi, fasi e sfide

Che cos’è il Cyber Threat Management?

Il Cyber Threat Management comprende l’insieme dei processi e strumenti con cui un’organizzazione gestisce le minacce informatiche lungo il loro intero ciclo di vita: dall’identificazione alla classificazione, dall’analisi alla prioritizzazione, fino alla risposta, alla documentazione e al miglioramento continuo.

Non si tratta semplicemente di difendersi dagli attacchi. Il Cyber Threat Management mira piuttosto a sviluppare una capacità operativa completa in grado di rispondere a domande come queste:

  • Quali minacce possono colpire l’organizzazione?
  • Quali asset sono maggiormente a rischio?
  • Quali segnali devono essere monitorati?
  • Quali team devono essere coinvolti?
  • Quali procedure devono essere attivate?
  • Quali prove devono essere conservate?
In altre parole, il Cyber Threat Management trasforma la cybersecurity da un insieme di reazioni isolate a un sistema coordinato.

Esempi di Cyber Threat Management

Di seguito vengono presentati due esempi collegati tra loro che illustrano come il Cyber Threat Management si applica nella pratica.

Scenario senza un approccio strutturato

Immaginiamo il seguente scenario: un’azienda riceve diverse segnalazioni da parte dei dipendenti relative a e-mail sospette. Alcuni utenti cliccano su un link, altri inoltrano semplicemente il messaggio al service desk, mentre altri ancora ignorano l’avviso.

In assenza di un processo strutturato, esiste il rischio che la situazione venga gestita in modo frammentato. Alcune segnalazioni rimangono nella casella di posta del supporto, altre vengono elaborate dal Security Operations Center (SOC), mentre altre ancora non vengono classificate correttamente. Non è immediatamente chiaro se si tratti di un singolo tentativo di phishing o di un attacco più esteso. È proprio questa mancanza di visibilità a rappresentare un rischio significativo.

Scenario con un approccio strutturato

Con un approccio di Cyber Threat Management, invece, ogni segnalazione viene registrata e classificata, arricchita con informazioni tecniche, collegata agli asset o agli utenti interessati e poi inoltrata al team competente. Se emergono indicatori ricorrenti — lo stesso dominio, lo stesso allegato o lo stesso oggetto dell’e-mail — il sistema correla gli eventi e li tratta come parte di un unico incidente.

A questo punto è possibile avviare azioni coordinate: bloccare il dominio, analizzare l’allegato, verificare gli endpoint, informare gli utenti, reimpostare le credenziali, aprire un incidente di sicurezza e documentare le prove.

Il punto fondamentale è questo: la minaccia non viene trattata come una serie di ticket indipendenti, ma come un processo strutturato, con informazioni coerenti, workflow chiaramente definiti e responsabilità ben stabilite.

Cyber Threat Management vs. Gestione del rischio

Il Cyber Threat Management e la gestione del rischio sono strettamente collegati, ma non coincidono. La gestione del rischio è una disciplina più ampia che definisce il framework complessivo di gestione dei rischi di un’organizzazione.

Prende quindi in considerazione tutte le tipologie di rischio che possono avere un impatto sull’organizzazione:

  • operativi
  • finanziari
  • normativi
  • tecnologici
  • reputazionali
  • legati alla sicurezza

Il Cyber Threat Management, invece, si concentra su una categoria specifica: le minacce informatiche. Ha un approccio più operativo, è più vicino alla gestione quotidiana della sicurezza e dipende maggiormente da strumenti di monitoraggio, classificazione, orchestrazione e risposta agli incidenti.

  1. In termini semplici, la gestione del rischio risponde a domande come: «Quali sono i rischi informatici più critici per la nostra organizzazione?»

  2. Il Cyber Threat Management, invece, affronta questioni operative concrete come: «Come rispondiamo a questo avviso, a questa campagna di phishing o a questo comportamento sospetto?»

Perché il Cyber Threat Management è così importante?

In passato, molte organizzazioni potevano permettersi di adottare un approccio prevalentemente reattivo alla cybersecurity: si individuava un problema, si apriva un ticket, si coinvolgeva il team tecnico e si risolveva l’incidente.

Oggi questo modello non è più sufficiente. Un attacco può propagarsi rapidamente, coinvolgere sistemi diversi, compromettere credenziali, interessare fornitori esterni e causare conseguenze operative e normative nel giro di poche ore.

Per questo motivo, oggi la gestione delle minacce deve possedere soprattutto tre caratteristiche: deve essere proattiva, coordinata e documentata.

  1. Deve essere proattiva, perché non è possibile attendere che un incidente di sicurezza diventi evidente a tutti. I segnali deboli devono essere individuati tempestivamente.

  2. Deve essere coordinata, perché la cybersecurity non è più esclusivamente responsabilità del SOC. Coinvolge anche l’IT, il service desk, il risk management, la compliance, l’ufficio legale, il management, la comunicazione interna e i partner esterni. Un approccio a silos, quindi, non è più efficace.

  3. Deve essere documentata, perché ogni decisione può risultare determinante ai fini degli audit, dei requisiti di conformità, delle analisi successive all’incidente e del miglioramento continuo.

A tutto questo si aggiunge un altro aspetto oggi fondamentale: la fiducia. Clienti, partner e autorità di regolamentazione si aspettano che le organizzazioni non solo adottino moderne soluzioni di sicurezza, ma siano anche in grado di dimostrare l’esistenza di processi maturi che consentano di utilizzarle in modo efficace.

Tutto ciò evidenzia il ruolo centrale del Cyber Threat Management.

Le fasi: come funziona il Cyber Threat Management

Un modello efficace di Cyber Threat Management si basa sempre su una sequenza di attività integrate.

Fase 1: Identificazione

Le minacce possono provenire da fonti molto diverse, tra cui:

  • strumenti di monitoraggio
  • sistemi SIEM
  • soluzioni di Endpoint Protection
  • segnalazioni degli utenti
  • Threat Intelligence
  • scanner delle vulnerabilità
  • audit interni
  • notifiche da parte di fornitori o autorità

L’aspetto fondamentale è che questi segnali non rimangano isolati. Devono essere raccolti all’interno di un sistema in grado di acquisirli e trasformarli in azioni concrete.

Fase 2: Classificazione

Non tutti gli eventi presentano lo stesso livello di gravità. Un’anomalia di lieve entità non dovrebbe essere trattata come un incidente di sicurezza critico. La classificazione consente di distinguere eventi, incidenti, casi, asset coinvolti, livelli di riservatezza e priorità.

Fase 3: Analisi

In questa fase, l’evento viene arricchito con informazioni tecniche e contestuali: utenti coinvolti, asset interessati, Indicators of Compromise (IoCs), allegati, log, prove forensi e correlazioni con altri eventi. L’obiettivo è trasformare un segnale grezzo in una solida base per il processo decisionale.

Fase 4: Orchestrazione della risposta

Occorre coinvolgere i team appropriati, inviare notifiche, avviare workflow, integrare strumenti esterni, automatizzare le attività ricorrenti e monitorare tutte le operazioni svolte.

Fase 5: Documentazione

La documentazione è fondamentale non solo per ricostruire l’incidente, ma anche per dimostrare la conformità e supportare il miglioramento continuo.

Fase 6: Revisione

Ogni minaccia gestita con successo dovrebbe contribuire a migliorare l’intero sistema, aggiornando le procedure, rafforzando le regole, perfezionando le classificazioni, ampliando la knowledge base, rivedendo le policy o formando gli utenti.


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Le sfide del Cyber Threat Management

Il Cyber Threat Management è diventato indispensabile nell’attuale panorama della cybersecurity. Tuttavia, comporta anche una serie di sfide che le organizzazioni devono affrontare in modo proattivo.

#1: Il volume dei dati

I team di sicurezza devono elaborare un numero sempre crescente di avvisi, report e dati. Senza adeguati meccanismi di classificazione e automazione, il rischio è quello di essere sopraffatti: troppi eventi, troppe notifiche e troppe priorità che sembrano avere tutte la stessa importanza.

#2: La frammentazione degli strumenti utilizzati

Molte organizzazioni utilizzano sistemi differenti per il monitoraggio, il ticketing, la Threat Intelligence, la gestione delle vulnerabilità, la gestione dei dispositivi, la comunicazione e il reporting. Se questi sistemi non sono integrati, le informazioni rimangono incomplete.

#3: La comunicazione

Durante un incidente di sicurezza, informazioni sensibili possono essere esposte a rischi. È quindi necessario disporre di canali di comunicazione sicuri, ruoli chiaramente definiti e regole precise su chi possa visualizzare, elaborare o condividere le informazioni. Funzionalità come una solida crittografia, le firme digitali, i meccanismi di classificazione e il monitoraggio degli accessi svolgono un ruolo fondamentale in questo contesto.

#4: La capacità di miglioramento continuo

Troppe organizzazioni considerano gli incidenti di sicurezza semplicemente come eventi da chiudere il più rapidamente possibile, invece di coglierli come opportunità di apprendimento sistematico. La resilienza, invece, nasce proprio dalla capacità di trarre insegnamenti dagli errori e dalle vulnerabilità.

#5: La preparazione dell’organizzazione

Nemmeno la tecnologia più avanzata può compensare processi poco chiari, responsabilità non definite, dati gestiti in modo inadeguato o una cultura della sicurezza poco sviluppata.

Conclusione

Le minacce informatiche continuano a evolversi. Diventano più rapide, più distribuite e sempre più difficili da distinguere dalle normali attività IT. Per questo motivo, non è più sufficiente adottare singoli strumenti di sicurezza. Le organizzazioni devono sviluppare un approccio olistico alla gestione delle minacce che colleghi persone, processi e tecnologie.

È proprio qui che risiede il vero valore del Cyber Threat Management.

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